mercoledì, 8 settembre '10.
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Come fare per... > Trasferire la residenza

Trasferire la residenza

Innanzitutto va chiarito che la residenza, alla luce della normativa vigente e di una consolidata giurisprudenza, è il luogo dove una persona ha la sua dimora abituale, cioè dove abita, dove vive, dove svolge le sue relazioni sociali. L'iscrizione nell'Anagrafe della Popolazione Residente è dunque subordinata all'effettiva presenza del soggetto sul territorio comunale.
Al fine di verificare la corrispondenza tra quanto dichiarato dal Cittadino e la situazione di fatto, l'Ufficio è tenuto a disporre appositi accertamenti per mezzo del Comando di Polizia Municipale; in base alle informazioni assunte, si decide se accogliere o meno la richiesta di iscrizione anagrafica.

Il Cittadino che cambi abitazione è tenuto a dichiarare la variazione all'Anagrafe entro 20 giorni dal trasferimento.

Documentazione da presentare
# indirizzo esatto dell'abitazione
# documento di riconoscimento (per gli stranieri passaporto o documento equipollente)
# codice fiscale, se non già residente nel Comune
# patente di guida e carta di circolazione/contrassegno di identificazione degli eventuali veicoli di proprietà, necessari al dichiarante per poter compilare la richiesta di aggiornamento di indirizzo da inoltrare alla Motorizzazione Civile (una per ogni familiare interessato)
# nel caso di inserimento in nucleo familiare già residente nell'abitazione, dichiarazione di conferma di un membro maggiorenne del nucleo in questione(*)
# per le scissioni di nucleo familiare comprendenti minori, il consenso al trasferimento dell'altro genitore(*)
(*) Entrambe le dichiarazioni consentono di evitare la sospensione del procedimento per informarne i cointeressati.
Inoltre per gli stranieri
# se appartenenti agli altri paesi dell'U.E.: documentazione del possesso dei requisiti previsti per il soggiorno o attestazione di soggiorno permanente;
# se appartenenti ad un paese extracomunitario: permesso/carta di soggiorno o, ricevuta della richiesta di rinnovo o, nei casi previsti la ricevuta della presentazione del primo permesso e passaporto con visto d'ingresso per motivi familiari/di lavoro rilasciato dall'Autorità Consolare Italiana nel paese di origine e copia non autenticata del nulla-osta/contratto di lavoro sottoscritto allo Sportello Unico per l'Immigrazione o, nel caso di discendenza da avo italiano, ricevuta della dichiarazione di presenza e attestazione dell'autorità consolare italiana all'estero competente, della mancata perdita della cittadinanza italiana da parte dell'avo.


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